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Affitti brevi in Puglia: guida agli adempimenti 2026
Mettere a reddito una casa nel Salento è un’opportunità, ma le regole degli affitti brevi si sommano su tre livelli: nazionale, regionale e comunale. Questa guida riassume in parole semplici tutti gli obblighi in vigore nel 2026.
Aggiornata al 3 luglio 2026. Informazioni generali, non consulenza fiscale o legale: per il tuo caso specifico confrontati sempre con il tuo commercialista.
1. CIN: il Codice Identificativo Nazionale
Il CIN è obbligatorio per tutte le locazioni turistiche e va richiesto tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo. Va indicato in ogni annuncio online (Airbnb, Booking, sito proprio) ed esposto all’esterno dell’immobile.
Operare senza CIN o non esporlo comporta sanzioni amministrative che possono arrivare a diverse migliaia di euro. Se l’immobile aveva un vecchio codice regionale (CIS), il CIN lo sostituisce come riferimento nazionale.
2. Requisiti di sicurezza dell’immobile
Per le locazioni brevi sono richiesti dispositivi di rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio funzionanti, oltre a estintori portatili a norma, posizionati in luoghi accessibili e segnalati (indicativamente uno ogni 200 mq per piano).
Sono verifiche da fare prima di mettere la casa a reddito: in caso di controllo o di sinistro, la mancanza dei dispositivi espone a sanzioni e responsabilità.
3. Comunicazione ospiti alla Questura (Alloggiati Web)
I dati di ogni ospite vanno trasmessi al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato entro 24 ore dall’arrivo (o all’arrivo stesso per soggiorni inferiori alle 24 ore). L’obbligo vale per ogni check-in, senza eccezioni.
Serve un’utenza abilitata dalla Questura territoriale. La trasmissione tardiva od omessa ha rilevanza penale: è uno degli adempimenti più delicati della gestione.
4. Tassa di soggiorno comunale
Ogni Comune stabilisce tariffe, esenzioni e periodi di applicazione. Il gestore riscuote l’imposta dagli ospiti, la versa al Comune e presenta la dichiarazione annuale telematica.
Nel Salento le regole cambiano da Comune a Comune (Lecce, Gallipoli, Otranto e gli altri hanno tariffe e stagionalità diverse): va verificato il regolamento del Comune dove si trova l’immobile.
5. Flussi turistici regionali (SPOT Puglia e ISTAT)
La Regione Puglia richiede la comunicazione dei flussi turistici tramite la piattaforma SPOT (Sistema Puglia per l’Osservatorio Turistico), che alimenta anche le rilevazioni ISTAT sul movimento dei clienti nelle strutture ricettive.
È un adempimento ricorrente e spesso dimenticato da chi gestisce in autonomia: la posizione della struttura va tenuta aggiornata anche quando non ci sono presenze.
6. Tassazione: cedolare secca e regime fiscale
Per le locazioni brevi di natura non imprenditoriale, i proprietari possono optare per la cedolare secca: aliquota del 21% su un immobile locato e del 26% dal secondo al quarto immobile destinato a locazione breve. Oltre quattro immobili, l’attività è considerata imprenditoriale e richiede partita IVA.
Gli intermediari e i portali che incassano i canoni operano una ritenuta del 21% come acconto (o imposta, a seconda del regime scelto). La scelta del regime fiscale e la dichiarazione restano in capo al proprietario e al suo commercialista: un gestore serio fornisce rendiconti completi e pronti per la dichiarazione.
7. Contratto e regole di base
La locazione breve è un contratto fino a 30 giorni che non richiede registrazione. Restano fondamentali regole della casa chiare, cauzione (se prevista) comunicata in anticipo e condizioni di cancellazione trasparenti.
Se la gestione supera certi volumi o include servizi aggiuntivi (colazione, transfer), può configurarsi attività imprenditoriale: è il momento di farsi assistere.
Oppure tutto questo lo saltiamo
CIN, tassa di soggiorno, comunicazioni ospiti, flussi regionali, rendiconti: per i proprietari che seguiamo, ogni adempimento di questa pagina lo gestisce Domus Partner. Tu ricevi il report mensile, al resto pensiamo noi.
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